Guardia di finanza Tar Lazio Sez.II n. 2302/2004
Proprietà – Veduta – Requisiti
Risarcimento del danno biologico
Matrimonio - Comunione legale tra i coniugi
Edilizia - Costruzioni abusive
Violazione degli obblighi di assistenza familiare
Proprietà – Veduta – Requisiti:
“Tenuto conto che i requisiti per l’esistenza di una veduta sono non soltanto la inspectio, ma anche la prospectio, la possibilità di affacciarsi sul fondo del vicino deve essere determinata con riferimento ad una persona di altezza normale e non di statura media, posto che il concetto di statura media, essendo indicativo di un unico valore numerico, intermedio fra un minimo ed un massimo, non si identifica con quello di altezza normale che comprende una serie di valori di diversa entità matematica entro i suddetti limiti” (Sent. N.18637, Sez. II, 5.12.2003).
Risarcimento del danno biologico:
“Ai fini del risarcimento del danno biologico, anche a seguito del nuovo inquadramento della tutela del diritto all’integrità psico – fisica della persona nell’ambito del combinato disposto degli artt. 2059 c.c. e 32 Cost., i criteri di liquidazione del danno non mutano, ed in particolare rimane ferma la necessità di far riferimento al criterio equitativo, che va esercitato tenuto conto di tutte le circostanze del caso concreto e specificamente, quali elementi di riferimento pertinenti, della gravità delle lesioni, degli eventuali postumi permanenti, dell’età, dell’attività espletata, delle condizioni familiari e sociali del danneggiato. In quest’ambito può essere adottato, come parametro di riferimento, il valore medio del punto di invalidità, purchè esso sia adeguato alle peculiarità del caso concreto”. (Sent. N.19057, Sez. III°, 12.12.2003)
Matrimonio – Comunione legale tra i coniugi:
“In materia di comunione legale tra i coniugi, la separazione personale costituisce causa di scioglimento della comunione, che è rimossa dalla riconciliazione dei coniugi, dalla quale deriva il ripristino del regime di comunione originariamente adottato. Tuttavia, in applicazione dei principi costituzionali di tutela della buona fede dei contraenti e della concorrenza del traffico giuridico (art. 2 e 41 Cost.), occorre distinguere tra effetti interni ed esterni del ripristino della comunione legale e, conseguentemente, in mancanza di un regime di pubblicità della riconciliazione, la ricostituzione della comunione legale derivante dalla riconciliazione non può essere opposta al terzo in buona fede che abbia acquistato a titolo oneroso un immobile del conmiuge che risultava unico ed esclusivo proprietario del medesimo, nonostante lo abbia acquistato successivamente alla riconciliazione. (fattispecie alla quale ratione temporis non era applicabile l’art. 69 D.P.R. n.396/2000, che ha previsto l’annotazione a margine dell’atto di matrimonio delle dichiarazioni con le quali i coniugi separati manifestano la loro riconciliazione)” (Sent. N.18619 – Sez. I° 5.12.2003)
PENALE
Edilizia – Costruzioni abusive:
“La cessazione della permanenza del reato di costruzione abusiva va individuata nel momento dell’ultimazione dell’opera, ivi comprese le rifiniture esterne ed interne, atteso che la particolare nozione di ultimazione, contenuta nell’art. 31 L.28.2.1985 n.47 e che anticipa tale momento a quello dell’ultimazione della struttura, è funzionale ed applicabile solo in maeria di condono edilizio e non anche per stabilire in via generale il momento consumativo del reato di costruzione in difetto di concessione (ora permesso di costruire)” (Sent. N. 33013 – Sez. III° 5.8.2003).
“L’unilaterale modificazione, da parte di uno dei contraenti, in corso di esecuzione dell’accordo contrattuale, delle modalità esecutive di esso rispetto a quelle previste nel progetto inizialmente concordato tra le parti, non è idonea ad integrare il delitto di truffa, in quanto manca l’elemento specifico di detta ipotesi criminosa, costituito dall’esistenza di un diretto rapporto causale tra gli artifici posti in essere dall’agente e la prestazione di un consenso viziato da parte del soggetto in tal modo tratto in inganno, e può solo configurare, ricorrendone i presupposti, un inadempimento contrattuale”. (Sent. N.30216 – Sez. I° 17.7.2003).
Violazione degli obblighi di assistenza familiare:
“Ai fini della configurabilità del delitto di violazione degli obblighi di assistenza familiare, lo stato di bisogno della persona offesa (nella specie, il coniuge) non è escluso dalla circostanza che alla somministrazione dei mezzi di sussistenza provvedano altri familiari”. (Sent. N. 25723 – Sez. VI° 12.6.2003).
CONSIGLIO DI STATO
“Il ricorso giurisdizionale è improcedibile anche quando vengano emanati ulteriori provvedimenti che, ancorchè non soddisfino integralmente la richiesta dedotta in giudizio e non siano quindi idonei a far dichiarare la cessazione della materia del contendere, determinino tuttavia un mutamento della situazione che aveva dato origine all’impugnazione e, di conseguenza, una sopravvenuta carenza di interesse”. (Dec. N.6313 – Sez. V° 15.10.2003).
“Nel procedimento disciplinare, il termine di 90 giorni decorrenti dall’ultimo atto senza che ne vengano compiuti altri, ha natura perentoria, per cui la scadenza di tale termine provoca, a norma dell’art. 120 D.P.R. 10.1.1957 n.3, l’estinzione del procedimento disciplinare stesso”. (Dec. N.6421 – Sez. VI° 20.10.2003)
“La Pubblica Amministrazione ha il potere discrezionale di revocare,
sospendere o modificare un bando di concorso qualora sussistano
fondate ragioni di interesse pubblico che la P.A. deve indicare nel
relativo provvedimento”. (Dec. N.6508 – Sez. V° 21.10.2003).